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Il segreto del successo? Lo trovi in un barattolo di Nutella - Rosario Salanitri - Business Strategist

È in un barattolo di Nutella che è stata nascosta la formula del successo di un’impresa o un progetto; non ti serve cercare tra gli ingredienti o affittare uno studio di analisi: per conoscerla, dovrai soltanto assaporare il vero gusto di questa storia.Una storia che comincia nel 1964 e trova il suo massimo splendore ancora oggi.
Una storia fatta di famiglie che si tramandano ideali, storia, patrimonio economico ma, soprattutto, conoscenza e competenza da coltivare ulteriormente.
Una storia condita dal piacere di creare, innovare, re-inventare. Ed è in questa storia che troverai la formula del successo.
Perché il successo non è soltanto l’insieme delle volte in cui sbagli e ti rialzi, come ti avranno detto tutti i “guru” del sistema, ma è sopratutto l’insieme delle volte in cui ti fermi ad ascoltare, osservare, capire.
Così fanno le persone di successo: imparano e si lasciano insegnare. E non solo: hanno anche la voglia di sperimentare e di investire in forme di comunicazione nuove, ma con un approccio metodico, attento ai dettagli e al messaggio mai improvvisato!

La formula del successo di cui ti parlo è fatta di persone che sostengono che “pensare in modo diverso dagli altri” può fare la differenza e che “non tradire il cliente” sia la prima legge da non dimenticare per non tornare indietro.
Stai già mescolando gli ingredienti? Aspetta di arrivare alla fine! Concediti il tempo di capire le dosi.
Per raggiungere il successo devi anche individuare quella caratteristica differenziante che ti consenta di essere l’unico, il primo, di una particolare fase storica. Per esempio, se fossimo in un’epoca in cui tutti producono e pensano cioccolato solido, tu dovresti pensarlo cremoso.
Poi, devi avere un mentor o una musa ispiratrice. Per esempio, Valeria. Valeria sarà colei che ti dirà se il tuo prodotto o la tua idea può funzionare. Chiediti: “Valeria lo comprerà?” Se lo comprerà lei, lo compreranno tutti, perchè “Valeria decide del tuo successo”.
Ma chi è Valeria?
“Valeria è la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, è il consumatore che decide cosa si compra ogni giorno. È lei che fa sì che Wal-Mart sia il più grande supermercato del mondo, che decreta il successo di un’idea e di un prodotto, e se un giorno cambia idea e non viene più da te e non ti compra più, allora sei rovinato. Sei finito senza preavviso, perché non ti manda una lettera dell’avvocato per avvisare che taglia il contratto, semplicemente ha deciso di andare da un’altra parte, di non comprarti più.”
Valeria la devi rispettare, la devi attenzionare, la devi ascoltare, la devi osservare, devi capirne le abitudini e studiarne ogni aspetto.
“Valeria è sacra, devi studiarla a fondo, con attenzione e non improvvisare mai. Bisogna avere fiuto ma anche fare tante ricerche motivazionali”.
Valeria c’è sempre, sia che tu voglia differenziare il mercato con un cioccolato cremoso, che tu voglia esportare in nord Europa con un cioccolatino ripieno con una ciliegia e del liquore o che tu voglia produrre uova pasquali da vendere tutto l’anno.
Valeria ti offrirà sempre delle risposte. E ti svelerà che il cioccolato da spalmare è goloso, il cioccolatino ripieno scalda il cuore, e l’uovo di cioccolato sorprende. E se qualcuno dovesse ostacolarti accusandoti di far del male alle persone, accetta il suggerimento da Valeria: più latte e meno cacao. E il successo è garantito.
Ci siamo, è giunto il momento di descriverti le dose con chiarezza, ricapitolando:
«Ecco cosa significa fare diverso da tutti gli altri. Tutti facevano il cioccolato solido e io l’ho fatto cremoso ed è nata la Nutella; tutti facevano le scatole di cioccolatini e noi cominciammo a venderli uno per uno, ma incartati da festa; tutti pensavano che noi italiani non potessimo pensare di andare in Germania a vendere cioccolato e oggi quello è il nostro primo mercato; tutti facevano l’uovo per Pasqua e io ho pensato che si potesse fare l’ovetto piccolo ma tutti i giorni; tutti volevano il cioccolato scuro e io ho detto che c’era più latte e meno cacao; tutti pensavano che il tè potesse essere solo quello con la bustina e caldo e io l’ho fatto freddo e senza bustina. L’Estathè per dieci anni non è esploso, ma io non mi sono scoraggiato, perché ero convinto che ci voleva tempo ma che l’intuizione era giusta e che la Valeria non sapeva ancora che era quello che aveva bisogno. Ma poi se ne è resa conto ed è stato un grande successo. Un unico rammarico: averlo lanciato solo in Italia, ma mi spaventavano con le indagini di mercato e non vollero portarlo in Francia e così oggi il mercato estero è già pieno di concorrenti. E poi ci inventammo uno scatolino morbido e leggerissimo che era una novità assoluta e la cannuccia…».
«Sa perché ho potuto fare tutto questo? Per il fatto di essere una famiglia e di non essere quotati in Borsa: questo ha permesso di crescere con serenità, di avere piani di lungo periodo, di saper aspettare e non farsi prendere dalla frenesia dei su e giù quotidiani».
Giunge il tempo di richiudere il tappo e salutare il nostro ospite: Michele Ferrero.

Articolo di
Rosario Salanitri – Business Strategist
Fonti: Interviste estratte da un articolo de LA STAMPA ECONOMIA, redatto da Mario Calabresi